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N. 01/2020 – Sanificazione degli impianti di condizionamento – Requisiti dell’impresa e del personale

In questo periodo di emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus sono numerose le imprese interessate a proporre ai clienti, in aggiunta alla consueta manutenzione degli impianti, anche la relativa “sanificazione”.

In effetti la “sanificazione” degli impianti, per quanto previsto dal testo unico sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (DLgs 81/08), deve essere sempre garantita, non solo in questo particolare periodo storico, e deve essere assicurata grazie a un adeguato programma di manutenzione (DPR 74/2013).

In questo senso si può quindi affermare che le attività di sanificazione degli impianti rientrano a pieno titolo nelle normali attività di manutenzione.

Tuttavia bisogna tenere presente che sia la “manutenzione” che la “sanificazione” sono attività regolamentate e per effettuarle sono necessarie delle particolari abilitazioni. Più precisamente per la manutenzione degli impianti di condizionamento è necessario che l’impresa sia abilitata ai sensi della lettera C del DM 37/08; per la sanificazione è invece necessaria l’abilitazione ai sensi del DM 274/97 e della legge 82/94. Pertanto l’impresa abilitata per l’impiantistica deve astenersi dal dichiarare “sanificati” gli impianti, l’impresa abilitata per la sanificazione deve invece astenersi dall’effettuare attività che richiedano interventi di manutenzione quali smontaggio e rimontaggio, riparazioni, ricambi di parti, ripristini, revisione o sostituzione di apparecchi o componenti dell’impianto.

Su questo problema sta crescendo la sensibilità delle imprese soprattutto a causa delle numerose richieste di “sanificazione” da parte dei clienti, dovute a loro volta dalle recenti disposizioni di legge che la prescrivono (per esempio DPCM 26 aprile 2020) e per accedere agli ammortizzatori sociali previsti dal DL 18/2020 “cura Italia” per le attività di sanificazione.

Per risolvere il problema e quindi poter dichiarare in pieno diritto un impianto “sanificato” si può svolgere il lavoro in collaborazione tra due imprese aventi ognuna le pertinenti abilitazioni.

Altra soluzione, per l’impresa abilitata all’impiantistica, è quella di richiedere in Camera di Commercio l’abilitazione anche per le attività di sanificazione. Per farlo devono essere espletate le seguenti pratiche.

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N. 04/2019 – Banca Dati FGAS pagamento dei diritti di segreteria entro il mese di novembre

Come già anticipato nei precedenti Branca Informa N. 02/2019 e N. 03/2019, il DPR 146/2018 prevede che, a decorrere dal 25 settembre 2019, tutti gli interventi effettuati su apparecchiature contenenti FGAS dovranno essere comunicati alla Banca Dati FGAS, di recente istituzione, entro 30 giorni dalla data dell’intervento.

Lo stesso decreto stabilisce che tutte le imprese certificate devono versare i diritti di segreteria per la tenuta della Banca Dati, entro il mese di novembre di ogni anno già a partire dal 2019. L’importo da versare è di € 21,00 esenti da IVA.

Per effettuare il pagamento le imprese certificate devono recarsi sulla propria area riservata nella Banca Dati e versare la quota prevista con carta di credito. Non sono previste altre modalità di pagamento.

Per accedere all’area riservata sono necessarie apposite credenziali, che possono essere richieste dal sito fgas.it accessibile con dispositivo di firma digitale del legale rappresentante dell’impresa o di un suo delegato.

Il nostro studio può fornirvi assistenza per l’ottenimento delle credenziali, per maggiori informazioni non esitate a contattarci.

Concludiamo il Branca Informa riportando in fondo all’articolo le istruzioni per il pagamento dei diritti di segreteria pubblicate dalla Banca Dati e dal Registro Nazionale FGAS.

Per tutti i Branca Informa pubblicati dal 2014 potete consultare il nostro sito: www.gbranca.it alla sezione Branca Informa > Archivio generale.

N. 03/2019 – Banca Dati FGAS al via per installatori e manutentori

Il DPR 146/2018 prevede che, a decorrere dal 25 settembre 2019, tutti gli interventi effettuati su apparecchiature contenenti FGAS dovranno essere comunicati alla Banca Dati FGAS, di recente istituzione, entro 30 giorni dalla data dell’intervento.

Tale obbligo è a carico delle imprese certificate che effettuano attività di installazione e manutenzione di apparecchiature fisse di condizionamento, refrigerazione, pompe di calore e apparecchiature fisse di protezione antincendio contenenti FGAS e delle persone certificate che effettuano attività di installazione e manutenzione di celle frigorifere su autocarri e rimorchi frigorifero e commutatori elettrici contenenti FGAS.

Il Registro Nazionale FGAS informa che l’area comunicazione interventi sarà attiva a partire dal 18 settembre, sul portale Banca Dati FGAS.

A partire dal 10 settembre le imprese certificate potranno richiedere al Registro FGAS le credenziali di accesso alla Banca Dati per l’invio delle informazioni relative agli interventi. Le credenziali potranno essere richieste dal sito www.fgas.it accessibile con dispositivo di firma digitale del legale rappresentante dell’impresa o di un suo delegato.

Nella richiesta dovranno essere indicati i nominativi delle persone che opereranno sulla Banca Dati ed effettueranno materialmente l’inserimento delle informazioni relative agli interventi: una volta che la richiesta sarà accolta dalla Camera di Commercio i soggetti abilitati riceveranno, via mail, le credenziali per l’accesso.

Le persone abilitate potranno essere interne all’impresa, per esempio personale amministrativo, o esterne ad essa, per esempio un consulente.

Sulla Banca Dati e sugli adempimenti relativi agli impianti contenenti FGAS, è in programma presso il nostro studio un corso il prossimo 24 settembre, per maggiori informazioni non esitate a contattarci.

Concludiamo il Branca Informa con la risposta ufficiale al seguente quesito a noi pervenuto da numerose imprese installatrici:

Anche gli interventi effettuati prima del 25 settembre 2019 dovranno essere comunicati alla Banca Dati FGAS ?

la Camera di Commercio ha chiarito quanto segue:

La comunicazione degli interventi deve essere effettuata entro 30 giorni dall’intervento per i soli interventi effettuati a partire dal 25 settembre. Interventi effettuati prima di tale data non vanno comunicati.

N. 02/2019 – Abrogata la dichiarazione all’ISPRA

La dichiarazione all’ISPRA sulle emissioni di gas refrigeranti in atmosfera, da inviare entro il 31 maggio di ogni anno, è stata definitivamente abrogata e già a partire da quest’anno non dovrà essere inviata.

A stabilirlo è il nuovo DPR 146/2018, che sostituisce il vecchio DPR 43/2012 il quale prevedeva l’obbligo della dichiarazione.

Vi informiamo che la dichiarazione all’ISPRA sarà sostituita, a partire dal 24 settembre 2019, dalle comunicazioni che saranno inviate alla nuova Banca Dati dei gas fluorurati a effetto serra in occasione di ogni intervento di:

  • installazione,
  • controllo delle perdite,
  • manutenzione o di riparazione,
  • smantellamento

di apparecchiature fisse di refrigerazione, condizionamento d’aria, pompe di calore, celle frigorifero di autocarri e rimorchi frigorifero, apparecchiature fisse di protezione antincendio e commutatori elettrici contenenti gas fluorurati a effetto serra.

Il nuovo regolamento specifica che le informazioni dovranno essere inviate entro 30 giorni dalla data di ogni intervento, a partire dal 24 settembre 2019.

Al momento la Banca Dati non è ancora operativa, non sono note pertanto le procedure e le modalità di trasmissione. Si consiglia per il momento di continuare a riportare come di consueto ogni intervento effettuato sul registro dell’apparecchiatura di ogni macchina.

Riportiamo di seguito le comunicazioni ufficiali del Ministero dell’Ambiente e dell’ISPRA.

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N. 01/2019 – Corso di aggiornamento FER – obbligatorio per gli installatori di impianti alimentati da fonti rinnovabili

Il Decreto Legislativo n. 28 del 2011, sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili (FER), stabilisce l’obbligo di un corso di aggiornamento per tutti i responsabili tecnici delle imprese installatrici dei seguenti impianti:

  • pompe di calore,
  • caldaie, stufe e caminetti a biomassa (pellet, legna etc.),
  • pannelli solari termici,
  • pannelli solari fotovoltaici.

Più precisamente viene stabilito che i responsabili tecnici che effettuano installazione e manutenzione straordinaria degli impianti di cui sopra, devono mantenere la qualifica professionale di “Installatore e manutentore straordinario di impianti energetici alimentati da fonti rinnovabili“, in caso contrario devono escludere tali impianti dalle loro attività e non possono rilasciare dichiarazioni di conformità.

Per mantenere questa qualifica tutti i responsabili tecnici sono tenuti seguire ogni tre anni un corso di aggiornamento di 16 ore. Il Decreto stabilisce che i corsi devono essere erogati da enti di formazione accreditati presso la regione di competenza.

Per assistervi nel mantenimento della qualifica di installatore FER, lo Studio Branca ha avviato una collaborazione con un ente accreditato presso la Regione Lazio che assicura la conformità dei corsi con i regolamenti nazionali e regionali. Il primo corso di aggiornamento di 16 ore in programma si terrà nei giorni 7 e 8 marzo 2019 e consentirà di mantenere per altri tre anni i requisiti per l’installazione di tutti gli impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili: pompe di calore, caldaie, caminetti e stufe a biomassa, pannelli solari termici e pannelli solari fotovoltaici.

Per ulteriore chiarezza precisiamo che il corso di aggiornamento di 16 ore è rivolto a tutti i responsabili tecnici delle imprese abilitate all’installazione di impianti termici ed elettrici, con esclusione dei responsabili tecnici che hanno ottenuto le abilitazioni dal 4 agosto 2013 con un titolo di formazione professionale e quattro anni di lavoro alle dipendenze di un’impresa del settore. Questi ultimi, per ottenere la qualifica di installatore FER, devono frequentare un corso di 80 ore per ogni tipologia impiantistica; per mantenerla, scaduti i primi tre anni, saranno tenuti, come gli altri, a frequentare un corso di aggiornamento di 16 ore.