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N. 01/2022 – Qualifica professionale FER in visura camerale

Si informa che dal 1° gennaio 2022 i titoli di qualifica professionale FER dovranno essere inseriti in visura camerale da parte delle camere di commercio.
Questa importante novità, introdotta dal Decreto Semplificazioni (DL 77/2021), consentirà a tutti i responsabili tecnici che seguiranno il corso di aggiornamento di evitare un ulteriore passaggio in camera di commercio per richiedere l’indicazione in visura del mantenimento della qualifica.
Finora non era infatti possibile dimostrare in nessun modo lo svolgimento dell’aggiornamento obbligatorio se non tramite l’esibizione dell’attestato rilasciato dall’ente formativo. In questo modo, di fatto, risultavano equiparate le imprese che avevano adempiuto regolarmente a questo obbligo di legge a quelle che non avevano compiuto alcun percorso di qualificazione, con il risultato di una discriminazione e una concorrenza sleale. Per conferire quindi al percorso di aggiornamento un maggior carattere di ufficialità, alcune imprese chiedevano alla propria camera di commercio di riportare la qualifica in visura, richiesta alle volte negata in alcune province d’Italia.
Ricordiamo che il corso di aggiornamento FER è stato introdotto dal Decreto Legislativo n. 28 del 2011, sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili (FER), che ha stabilito l’obbligo di un corso di aggiornamento per tutti i responsabili tecnici delle imprese installatrici dei seguenti impianti:

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N. 02/2020 – Refrigeranti infiammabili in luoghi aperti al pubblico – Installazione consentita

Negli ultimi anni ha trovato ampia diffusione il refrigerante R32 che, nei piccoli impianti, ha sostituito quasi del tutto il refrigerante R410A che resta tuttavia dominante nelle medie e grandi applicazioni.

Nel nostro Branca Informa N. 02/2018 vi avevamo informato che l’installazione di apparecchiature contenenti refrigeranti infiammabili quali l’R32 non era consentita in numerosi luoghi aperti al pubblico. Fortunatamente tale limitazione è stata superata dal DM 10 marzo 2020, riportato in allegato ed entrato in vigore il 18 giugno.

Il legislatore ha considerato che le limitazioni relative ai refrigeranti, contenute nelle regole tecniche di prevenzione incendi, sono ormai superate dallo sviluppo tecnologico degli impianti di climatizzazione e risultano penalizzanti per soluzioni tecniche maggiormente efficienti dal punto di vista energetico e a minore impatto ambientale. Consente di conseguenza l’installazione di refrigeranti classificati A1 (quali il R410A) e A2L (quali il R32) secondo la norma ISO 817.

Le attività dove prima era impedito e ora è possibile installare tali refrigeranti sono le seguenti:

  • edilizia scolastica,
  • attività ricettive turistico – alberghiere,
  • locali di intrattenimento e di pubblico spettacolo,
  • strutture sanitarie pubbliche e private,
  • edifici e/o locali destinati ad uffici,
  • attività commerciali con superficie superiore a 400 mq.

Il decreto precisa che gli impianti in questione sono considerati rilevanti ai fini della sicurezza antincendi e che la dichiarazione di conformità deve essere comprensiva del “manuale di uso e manutenzione”. Il manuale di uso e manutenzione qui indicato non deve essere confuso con le istruzioni predisposte dal fabbricante dell’apparecchio installato; è invece un documento redatto dall’impresa installatrice che, tenendo conto delle indicazioni fornite dai fabbricanti dei componenti installati, contiene il piano dei controlli, delle verifiche e delle operazioni di manutenzione.

N. 01/2020 – Sanificazione degli impianti di condizionamento – Requisiti dell’impresa e del personale

In questo periodo di emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus sono numerose le imprese interessate a proporre ai clienti, in aggiunta alla consueta manutenzione degli impianti, anche la relativa “sanificazione”.

In effetti la “sanificazione” degli impianti, per quanto previsto dal testo unico sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (DLgs 81/08), deve essere sempre garantita, non solo in questo particolare periodo storico, e deve essere assicurata grazie a un adeguato programma di manutenzione (DPR 74/2013).

In questo senso si può quindi affermare che le attività di sanificazione degli impianti rientrano a pieno titolo nelle normali attività di manutenzione.

Tuttavia bisogna tenere presente che sia la “manutenzione” che la “sanificazione” sono attività regolamentate e per effettuarle sono necessarie delle particolari abilitazioni. Più precisamente per la manutenzione degli impianti di condizionamento è necessario che l’impresa sia abilitata ai sensi della lettera C del DM 37/08; per la sanificazione è invece necessaria l’abilitazione ai sensi del DM 274/97 e della legge 82/94. Pertanto l’impresa abilitata per l’impiantistica deve astenersi dal dichiarare “sanificati” gli impianti, l’impresa abilitata per la sanificazione deve invece astenersi dall’effettuare attività che richiedano interventi di manutenzione quali smontaggio e rimontaggio, riparazioni, ricambi di parti, ripristini, revisione o sostituzione di apparecchi o componenti dell’impianto.

Su questo problema sta crescendo la sensibilità delle imprese soprattutto a causa delle numerose richieste di “sanificazione” da parte dei clienti, dovute a loro volta dalle recenti disposizioni di legge che la prescrivono (per esempio DPCM 26 aprile 2020) e per accedere agli ammortizzatori sociali previsti dal DL 18/2020 “cura Italia” per le attività di sanificazione.

Per risolvere il problema e quindi poter dichiarare in pieno diritto un impianto “sanificato” si può svolgere il lavoro in collaborazione tra due imprese aventi ognuna le pertinenti abilitazioni.

Altra soluzione, per l’impresa abilitata all’impiantistica, è quella di richiedere in Camera di Commercio l’abilitazione anche per le attività di sanificazione. Per farlo devono essere espletate le seguenti pratiche.

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N. 04/2019 – Banca Dati FGAS pagamento dei diritti di segreteria entro il mese di novembre

Come già anticipato nei precedenti Branca Informa N. 02/2019 e N. 03/2019, il DPR 146/2018 prevede che, a decorrere dal 25 settembre 2019, tutti gli interventi effettuati su apparecchiature contenenti FGAS dovranno essere comunicati alla Banca Dati FGAS, di recente istituzione, entro 30 giorni dalla data dell’intervento.

Lo stesso decreto stabilisce che tutte le imprese certificate devono versare i diritti di segreteria per la tenuta della Banca Dati, entro il mese di novembre di ogni anno già a partire dal 2019. L’importo da versare è di € 21,00 esenti da IVA.

Per effettuare il pagamento le imprese certificate devono recarsi sulla propria area riservata nella Banca Dati e versare la quota prevista con carta di credito. Non sono previste altre modalità di pagamento.

Per accedere all’area riservata sono necessarie apposite credenziali, che possono essere richieste dal sito fgas.it accessibile con dispositivo di firma digitale del legale rappresentante dell’impresa o di un suo delegato.

Il nostro studio può fornirvi assistenza per l’ottenimento delle credenziali, per maggiori informazioni non esitate a contattarci.

Concludiamo il Branca Informa riportando in fondo all’articolo le istruzioni per il pagamento dei diritti di segreteria pubblicate dalla Banca Dati e dal Registro Nazionale FGAS.

Per tutti i Branca Informa pubblicati dal 2014 potete consultare il nostro sito: www.gbranca.it alla sezione Branca Informa > Archivio generale.

N. 03/2019 – Banca Dati FGAS al via per installatori e manutentori

Il DPR 146/2018 prevede che, a decorrere dal 25 settembre 2019, tutti gli interventi effettuati su apparecchiature contenenti FGAS dovranno essere comunicati alla Banca Dati FGAS, di recente istituzione, entro 30 giorni dalla data dell’intervento.

Tale obbligo è a carico delle imprese certificate che effettuano attività di installazione e manutenzione di apparecchiature fisse di condizionamento, refrigerazione, pompe di calore e apparecchiature fisse di protezione antincendio contenenti FGAS e delle persone certificate che effettuano attività di installazione e manutenzione di celle frigorifere su autocarri e rimorchi frigorifero e commutatori elettrici contenenti FGAS.

Il Registro Nazionale FGAS informa che l’area comunicazione interventi sarà attiva a partire dal 18 settembre, sul portale Banca Dati FGAS.

A partire dal 10 settembre le imprese certificate potranno richiedere al Registro FGAS le credenziali di accesso alla Banca Dati per l’invio delle informazioni relative agli interventi. Le credenziali potranno essere richieste dal sito www.fgas.it accessibile con dispositivo di firma digitale del legale rappresentante dell’impresa o di un suo delegato.

Nella richiesta dovranno essere indicati i nominativi delle persone che opereranno sulla Banca Dati ed effettueranno materialmente l’inserimento delle informazioni relative agli interventi: una volta che la richiesta sarà accolta dalla Camera di Commercio i soggetti abilitati riceveranno, via mail, le credenziali per l’accesso.

Le persone abilitate potranno essere interne all’impresa, per esempio personale amministrativo, o esterne ad essa, per esempio un consulente.

Sulla Banca Dati e sugli adempimenti relativi agli impianti contenenti FGAS, è in programma presso il nostro studio un corso il prossimo 24 settembre, per maggiori informazioni non esitate a contattarci.

Concludiamo il Branca Informa con la risposta ufficiale al seguente quesito a noi pervenuto da numerose imprese installatrici:

Anche gli interventi effettuati prima del 25 settembre 2019 dovranno essere comunicati alla Banca Dati FGAS ?

la Camera di Commercio ha chiarito quanto segue:

La comunicazione degli interventi deve essere effettuata entro 30 giorni dall’intervento per i soli interventi effettuati a partire dal 25 settembre. Interventi effettuati prima di tale data non vanno comunicati.